Università di Pisa    Università di Pisa
Sezione "Teorie e metodi di analisi delle reti sociali e del capitale sociale"

 

 

 

 

 
Reti Sociali

 

 

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  L'analisi delle reti sociali  
 

Che cosa sono le reti sociali?

Che cos'è l'analisi delle reti sociali?


La rete sociale (social network) è costituita da un insieme (o da insiemi) di attori sociali e di relazioni definite tra tale insieme di attori. Le reti sono quindi strutture relazionali tra attori ed in quanto tali costituiscono una forma sociale rilevante che definisce il contesto in cui si muovono quegli stessi attori. La rete sociale risulta essere allora la struttura di relazioni le cui caratteristiche possono essere usate per spiegare – in tutto o in parte - il comportamento delle persone che costituiscono la rete. Elementi costitutivi della rete sociale sono dunque: i soggetti, che rappresentano le unità, i nodi che compongono la rete; possono essere individui, gruppi, posizioni, luoghi, istituzioni; le relazioni, che legano i soggetti che compongono la rete e che vengono rappresentate graficamente mediante linee, frecce, archi e possono essere reciproche o simmetriche e asimmetriche. Con riferimento al contenuto della relazione è possibile cogliere ed individuare alcune particolari reti che, per il tipo di legami che le costituiscono, si caratterizzano per essere reti di sostegno (supporto sociale), reti formali, costituite dalle istituzioni sociali, reti informali, reti che non presentano una veste istituzionalmente definita, reti primarie costituite da relazioni “faccia a faccia” in virtù dei legami naturali che accomunano gli individui - rapporti familiari, parentali, amicali, di vicinato -, reti secondarie, costituite da relazioni di conoscenza indiretta, reti complesse (reti scale free, reti small world); reti personali (reti ego-centrate); reti totali (reti complete). Una rete può essere rappresentata in diversi modi, i principali sono due: attraverso una matrice binaria e attraverso un grafo.
Nell’ambito delle scienze sociali il concetto di rete sociale è stato utilizzato a lungo come “metafora” per tradurre ora l’idea della società come rete di reticoli sociali, ora l’idea dell’azione sociale come come esito di vincoli ed opportunità emergenti dalle relazioni tra i soggetti. L’uso metaforico del termine ha posto il concetto di “rete sociale” ad un livello di astrazione piuttosto elevato, portando con sé un indubbio fascino evocativo e al tempo stesso, alle volte, creando confusione terminologica e mancanza di chiarezza definitoria, successivamente, l’impiego scientifico del termine ha diminuito il livello di astrazione determinando il passaggio del concetto di rete dall’immagine intuitiva di un fenomeno complesso alla sua rappresentazione sul piano formale ed analitico. Le reti sociali come rappresentazione organizzativa dei rapporti sociali ed il suo metodo di studio, l’analisi delle reti sociali, sono stati adottati come strumenti teorici e metodologici per lo studio di numerosi fenomeni e processi. In ambito sociologico tali studi hanno mostrato che nelle reti si depositano valori materiali ma soprattutto non materiali che contribuiscono a determinare la “ricchezza” individuale e collettiva (diversa da individuo ad individuo, non solo a causa delle “capacità relazionali”, ma anche per effetto di specifici processi strutturali) espressa in beni relazionali e immediatamente spendibile qualora se ne presenti la necessità.

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L’analisi delle reti sociali (Social Network Analysis) è una prospettiva teorica e metodologica che si occupa dello studio delle reti sociali. Essa presenta due caratteri principali: in primo luogo veicola l’idea in base alla quale la società può essere considerata come un intreccio complesso di relazioni sociali variamente strutturate, ed è proprio questo “intreccio” nel suo complesso a costituire il focus centrale dell’analisi; ogni fenomeno sociale può, dunque, essere letto in termini relazionali e strutturali: la condizione è che la struttura del fenomeno possa essere espressa in termini di attori sociali e di interconnessioni di varia natura tra quegli stessi attori; in secondo luogo si tratta di una prospettiva fondata metodologicamente e tecnicamente.
Questa prospettiva nasce e si sviluppa dalla confluenza di due principali filoni di ricerca: il primo è rappresentato dalla scuola antropologica di Manchester formata, a partire dagli anni ’40, da un gruppo di ricercatori (C. Mitchell, J. Barnes, E. Bott, V Turner) associati al centro di ricerca Rhodes-Livingstone Istitute di Lusaka in Africa Centrale, fondato nel 1938 e diretto da Gluckman tra il 1941 e ’47, con un attenzione preponderante rivolta alla processualità “in situazione”. Il secondo filone di pensiero, l’analisi strutturale americana, si sviluppa a partire dagli anni ’70 ad Harvard ad opera di un gruppo di studiosi (tra i quali Scott, Granovetter, Burt, Wellman, Berkowitz) riuniti intorno ad Harrison White e si caratterizza per l’interesse prioritario rivolto alla forma delle reti più che al loro contenuto. Secondo gli esponenti di quest’ultimo filone di ricerca, la forma delle relazioni sociali determina ampiamente i loro contenuti, il comportamento individuale è interpretato in termini di vincoli strutturali sulle azioni piuttosto che in termini di forze interne che agiscono a partire dall’attore (da cui la critica ad esso rivolta di eccesso di determinismo strutturale) e si sostanzia in un forte rigore matematico e in una elevata sofisticazione delle tecniche di analisi. Attraverso i contributi della scuola di Harvard si consolida l’apparato tecnico della network analysis. Il gruppo di Harvard elabora i concetti matematici dell’analisi strutturale, tanto che l’impostazione può essere definita a tutti gli effetti di sociologia matematica in quanto l’obiettivo è quello di modellizzare strutture sociali dotate di differenti proprietà, partendo dalla teoria matematica dei grafi e dall’utilizzo dell’algebra delle matrici. Con la “svolta” di Harvard, l’elemento fortemente unificante dei diversi contributi diviene dunque il metodo della network analysis in quanto tale. Proprio per questo aspetto di accentuazione della tecnica la social network analysis è divenuta oggetto di discussione in riferimento alla sua stessa natura: si parla di “una teoria”, di “un nuovo paradigma”, di “una delle correnti più promettenti della ricerca sociologica”, di “uno stile teorico”, o solo di “una tecnica in cerca di una teoria”.
Gli sviluppi di questi ultimi anni sebbene non abbiano certo dato soluzione al dilemma, hanno certamente delineato un rapporto più stretto tra strumenti metodologici e quadro di riferimento teorico. Non è chiaro ancora se si possa parlare di un vero e proprio paradigma nel senso di Kuhn, ma quella di cui si fa portatrice la social network analysis è sicuramente una prospettiva teorica che accentua una particolare dimensione della realtà sociale, quella della sua struttura reticolare, dell’insieme complesso di interdipendenze e interconnessioni cercando di comprendere le condizioni della reciproca chiamata in causa tra comportamenti sociali e tali sistemi di interdipendenze.
I recenti sviluppi delle riflessioni teoriche sulla “network society”, sull’interpretazione dei processi tipici di avanzata modernità secondo l’ottica delle reti sociali, del dibattito interdisciplinare sulla complessità individuano un insieme di avanzamenti teorici e metodologici che segnalano una significativa vitalità dell’analisi strutturale stimolando lo sviluppo di approcci teorici e metodologici differenziati. La produzione di contributi teorici, metodologici ed empirici secondo la prospettiva della social network analysis è cresciuta in forma quasi esponenziale negli ultimi trenta anni, coprendo un orizzonte assai vasto di temi (reti e servizio sociale, reti di solidarietà e supporto sociale, reti e capitale sociale, reti e famiglia, reti ed educazione, reti e controllo sociale, reti e stratificazione sociale, reti e migrazioni, reti e lavoro, reti e salute, reti e criminalità, reti e comunicazione, reti, internet e comunità virtuali, reti, organizzazione e management, reti e potere, reti aziendali, economiche, finanziarie, reti di ricerca scientifica e di innovazione tecnologica).
Questa ampia produzione testimonia il grado di formalizzazione, di maturità e di accordo sull’uso dei termini e sull’applicazione di tecniche ormai consolidate cui ha certamente contribuito la diffusione di software per l’elaborazione e l’analisi dei dati, che ha permesso l’applicazione di algoritmi e di procedure in campi sempre più vasti, favorendo la nascita e la diffusione di contributi e studi in grado di disorientare per la loro estensione ed estrema frammentazione in virtù proprio della applicazione della social network analysis ad un ventaglio assai vasto di fenomeni e processi. Allo sviluppo della ricerca teorica ed empirica nel campo dell’analisi delle reti sociali ha inoltre contribuito la presenza di riviste scientifiche specializzate ("Social Networks", "Connections","Journal of Social Structure","REDES").
La social network analysis, sebbene non abbia ancora conseguito uno statuto epistemologico definito, costituisce una prospettiva teorica affidabile e coerente strettamente collegata con una metodologia di ricerca pertinente e distinta dalle metodologie di tipo convenzionale. La prospettiva di rete si fonda di fatto su un nucleo teorico composto da concetti da cui si derivano immediatamente i caratteri della loro “operazionalizzabilità”. Alla base di questa prospettiva teorico-metodologica c’è il riconoscimento che “il motore causale” di ciò che gli attori fanno, credono o sentono risiede nei modelli di relazione tra gli attori stessi, colti in un determinato contesto. Lo studio del funzionamento di tale “motore causale” richiede l’analisi di come gli attori sono connessi gli uni con gli altri nella specifica situazione studiata; di conseguenza la social network analysis persegue una finalità descrittiva e nel contempo esplicativa-predittiva.
L’enfasi posta sulle relazioni differenzia l’approccio reticolare rispetto alla ricerca tradizionale che viceversa privilegia gli aspetti attributivi degli attori sociali coinvolti. Questa enfasi sui legami e di conseguenza sulla struttura generata dalle molteplici relazioni nelle quali le unità di osservazione sono coinvolte, comporta l’impossibilità di trattare gli attori di un campione come osservazioni indipendenti, precludendo così l’uso di tecniche statistiche convenzionali di stima parametrica.
La caratteristica fondamentale che contraddistingue l’analisi di rete rispetto alle modalità di ricerca più tradizionali (surveys) è lo spostamento dell’obiettivo da spiegazioni atomistiche in termini di attributi di casi indipendenti, alla spiegazione dei fenomeni in termini di relazioni tra un sistema di attori interdipendenti. L’unità di base nella network analysis non è il soggetto preso singolarmente (attributi degli individui) ma è costituita dal legame tra i soggetti, definito individuando la coppia di individui tra i quali si stabilisce la relazione (attributi di coppie di individui). I dati relazionali hanno una natura intrinsecamente diversa dai dati attributo. Questa diversità risiede non soltanto nella forma e nella modalità di costruzione, ma soprattutto nella loro natura e nel ruolo giocato all’interno dei modelli descrittivi ed esplicativi, per cui nella prospettiva di rete la struttura delle relazioni in cui gli attori sono inseriti è considerata responsabile del fatto che certi attributi acquistano significato sociale e contribuiscono a differenziare, comportamenti, credenze, atteggiamenti. Secondo Burt le differenze in base al sesso, all’età e alle altra caratteristiche individuali sono indicatori imperfetti di variabili strutturali che determinano direttamente le differenze negli esiti dei processi studiati. L’utilizzo dei dati relazionali in un disegno di ricerca di tipo strutturale non esclude la raccolta di dati attributo, anzi la presenza di questi dati è necessaria per vedere in che modo interagiscono reciprocamente nei modelli causali. I modelli analitici della SNA consentono di studiare le associazioni tra variabili di rete, nonché tra variabili di rete e dati di attributo, a seconda delle finalità conoscitive, ricorrendo a modalità di analisi anche familiari come quelle utilizzate nei pacchetti statistici più noti.

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